Voucher di digitalizzazione: tutte le scadenze da rispettare

Scritto da Sara Balleroni il 21/06/18 16.53

Ormai ne sentiamo parlare da mesi, più precisamente dall’inizio dell’anno: i voucher di digitalizzazione per le PMI.

Eppure, anche fra le stesse aziende che hanno fatto domanda, non c’è ancora chiarezza.

Quali sono le aziende che accedono al finanziamento? Quali sono le spese per le quali si può richiedere il voucher? Qual è il massimo di contributo che si può ottenere? Da cosa dipende?

E soprattutto: quali sono le scadenze e le modalità per portare a termine i progetti e ottenere, finalmente, l’incentivo?

Vediamo questi punti uno per uno, approfondendo in particolare le opportunità che i voucher di digitalizzazione offrono alle aziende di progettazione e produzione di arredo contract e su misura.

 



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Voucher di digitalizzazione

 

Che cosa sono i voucher di digitalizzazione e chi vi ha accesso?

Si tratta di un incentivo dedicato alle micro piccole e medie imprese (mPMI) di quasi ogni settore (sono esclusi quelli di agricoltura primaria e acquacoltura) che intendano fare investimenti per la digitalizzazione dell’azienda.

Coloro che hanno presentato un progetto e sono stati ammessi al finanziamento (la scadenza era il 12 febbraio), possono accedere a un finanziamento a fondo perduto in un’unica soluzione equivalente al 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 10.000 euro.

Come in tutti i casi ci sono delle specifiche condizioni da rispettare per ottenere il finanziamento, anche se avete già fatto domanda, e delle precise scadenze.

Vediamo tutti i dettagli dell’incentivo dei voucher di digitalizzazione, con consigli dedicati per il settore dell’arredamento contract e su misura. 

 



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Leggi il glossario

 

 

 



 

Quali sono le micro, piccole e medie imprese?

Come da indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (qui puoi consultare tutte le FAQ, le domande più frequenti), le aziende vengono identificate come micro, piccole o medie imprese sulla base del numero dei dipendenti, del fatturato annuo oppure del totale di bilancio annuo:

  • Microimprese: hanno meno di 10 dipendenti a tempo pieno (misurati a U.L.A., unità lavorative annue) e meno di 2 milioni di euro fatturati all’anno; oppure hanno meno di 2 milioni di totale di bilancio.
  • Piccole imprese: meno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di euro di fatturato annuo; oppure meno di 10 milioni di totale di bilancio.
  • Medie imprese: hanno meno di 250 dipendenti e meno di 50 milioni di euro di fatturato annui; oppure meno di 43 milioni di totale di bilancio.

Le aziende interessate hanno già presentato un progetto entro il 12 febbraio del 2018 e il 14 marzo 2018 sono state pubblicate dal ministero le liste delle aziende ammesse ai finanziamenti, divise per regione.

Le aziende non hanno avuto accesso ai finanziamenti secondo criterio “cronologico” (cioè in base a quando è stata presentata la domanda), ma secondo l'aderenza del progetto agli obiettivi del piano e al rispetto dei criteri di mPMI che abbiamo visto.

 

Voucher di digitalizzazione - quali sono le mPMI - blog

 

Quali sono le spese ammissibili per cui potete richiedere i voucher?

All’incentivo possono accedere anche i liberi professionisti, gli studi professionali e le reti di impresa purché iscritti al registro delle imprese; sono invece escluse le aziende che si trovano in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria o amministrazione controllata.

Le aziende che hanno fatto richiesta entro lo scorso 12 febbraio, lo hanno fatto presentando dei progetti di investimento in ottica di digitalizzazione.

Nello specifico le spese ammissibili sono quelle relative a hardware, software e servizi (quindi, ad esempio, consulenza e formazione) per il raggiungimento di finalità di:

  1. miglioramento dell'efficienza aziendale;
  2. modernizzazione dell'organizzazione del lavoro;
  3. sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  4. connettività a banda larga e ultralarga (costi di installazione e realizzazione opere tecniche e infrastrutturali);
  5. collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare (costi relativi a acquisto e installazione di decoder e parabole)
  6. formazione qualificata del personale aziendale nel settore ICT, ovvero di tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’obiettivo generale del piano di finanziamento è, quindi, quello di supportare le aziende nella generale riorganizzazione e nel miglioramente dell’efficienza tramite le nuove tecnologie e i servizi a queste collegati.

 

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Il Ministero tiene bene a mente che il primo passo per il miglioramento dell’efficienza aziendale non è lo strumento (hardware o software) puro e semplice, ma passa in primo luogo da un’attività di analisi e di consulenza: ogni azienda ha le proprie dinamiche e acquistare strumenti digitali senza prima prendere in considerazione quali sono le reali necessità e le eventuali lacune da colmare può essere addirittura controproducente.

In questo senso è importante anche il diretto riferimento alle attività di formazione specialistica. Infatti, nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, il primo cambiamento necessario è quello di mentalità: la rivoluzione dell’Internet of Things e di Industria 4.0 hanno messo i dati al centro dei processi di produzione industriale e ne consegue che la comprensione delle nuove modalità richieste dal mercato (sia tecnologiche che di comunicazione) non è immediata.

 

Voucher di digitalizzazione - quali sono le spese ammissibili

 

Proprio per questo la formazione specialistica supporta le aziende anche preparando il personale a recepire le innovazioni tecnologiche!

Dall’altro lato, come abbiamo già visto, la formazione è anche in relazione alle nuove tecnologie introdotte: fare un’adeguata formazione sui nuovi strumenti tecnologici, hardware e software, è fondamentale per valorizzare l’investimento effettuato.

Nel decidere come utilizzare il voucher di digitalizzazione a cui hai accesso, tieni a mente che:

  • i software e gli hardware che acquisti devono essere conservati in azienda per almeno 3 anni dopo l’acquisto, pena la perdita del voucher.
  • Se il software diventa obsoleto, però, puoi sostituirlo (o aggiornarlo!) anche prima dei 3 anni.

Con i software, per accedere ai voucher, è necessario acquistare la licenza, eventualmente anche a tempo determinato: la condizione, come riporta il ministero fra le domande frequenti, è che la licenza sia iscrivibile in bilancio fra le immobilizzazioni immateriali dell’impresa. Questo significa che non puoi accedere ai voucher con un software Saas.

 

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A quanto ammonta in definitivo il voucher di digitalizzazione per ogni azienda?

Bella domanda! Ancora alcuni punti non sono stati definiti chiaramente.

I dati sono questi:

  • inizialmente la dotazione finanziaria dell’incentivo risaliva a 100 milioni di euro; vista la grande affluenza e richiesta, con decreto del 23 marzo 2018 la dotazione finanziaria è stata aumentata arrivando a 324,5 milioni di euro.
  • fin dall’inizio il limite massimo posto al finanziamento è stato di 50% dell’investimento, fino ad un massimo di 10.000 euro.

Questo però non significa che tutte le aziende, spendendo 20.000 euro in un progetto ammissibile, otterranno 10.000 euro di voucher: l’effettivo ammontare del rimborso dipende dal numero di aziende che hanno richiesto il voucher, in rapporto alla dotazione finanziaria complessiva, divisi per regione di appartenenza.

Ovvero: la massima somma che ogni azienda potrà ottenere a finanziamento dipende dalla dotazione finanziaria della regione e dalle domande pervenute.

Proprio per questo è stato deciso il rifinanziamento a 342,5 milioni di euro dello scorso 23 marzo.

La somma precisa attribuita ad ogni azienda per il voucher è stata approvata con decreto del 1 giugno 2018 ed è consultabile qui

 

 

Voucher 3 - dettagli di spese

 

Quali sono i vincoli da rispettare per essere sicuri di ricevere il voucher?

Come per ogni cosa, anche i voucher di digitalizzazione hanno le proprie specifiche burocratiche.

Ecco le più importanti:

  • i pagamenti ai fornitori per i progetti da finanziare vanno tutti fatti con bonifico bancario SEPA: niente Ri.Ba., niente rateizzazioni, niente noleggio operativo.
  • ci saranno diversi allegati e diversa modulistica da compilare per richiedere il voucher: accertatevi di compilarli tutti, compresa la liberatoria dei fornitori.
  • come abbiamo già detto, i beni per cui si richiede il voucher sono inalienabili per 3 anni, pena la revoca del finanziamento. 
  • la documentazione e le fatture d’acquisto vanno conservate per almeno 10 anni dopo l’investimento, in caso di controlli ministeriali.

Per quanto riguarda la formazione, va conservato tutto il materiale che attesti che è avvenuta, chi ha partecipato e chi ha tenuto le lezioni: attestati di partecipazione, curriculum dei docenti, firme di presenza.

 

Voucher di digitalizzazione - dettagli da ricordare

 

Quali sono i termini e le scadenze da rispettare?

Anche questo è un punto controverso: non perché le date non siano state definite, in questo caso, ma perché ci sono diversi termini da tenere a mente e rispettare per accedere con successo al finanziamento e può essere utile rivederli insieme.

Per prima cosa ricordiamo che entro il 12 febbraio scorso è stata fatta domanda di ammissione al voucher. Ora, le altre date da tenere a mente (fanno tutte riferimento al 2018) sono:

  • 14 settembre  - la spesa va effettuata entro questa data. Per un totale di 6 mesi di tempo per effettuare l’investimento: dal 14 marzo al 14 settembre. Ricorda: non solo l’acquisto va fatto entro il 14 settembre, ma anche il bonifico di pagamento. Inoltre, nel caso di servizi di formazione e consulenza, questi vanno effettivamente svolti entro il 14 settembre, come da indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico: assicurati di essere nei tempi!

ATTENZIONE: questa scadenza è stata rimandata al

14 dicembre.

  • 30 giorni dal momento dell’acquisto del bene o servizio: il tempo che hai a disposizione per ultimare la richiesta di voucher e inviare tutta la documentazione per ultimare la domanda di erogazione.
  • 60 giorni dalla domanda di erogazione: il tempo massimo che l’ente ha per prendere in esame la domanda, verificare la documentazione e effettivamente erogare il voucher.

 

VOUCHER DI DIGITALIZZAZIONE (1)

 

Voucher di digitalizzazione e arredamento su commessa: come utilizzare al meglio gli incentivi

Come abbiamo già visto una delle peculiarità dei voucher di digitalizzazione è che tante aziende, dei più disparati settori, hanno avuto possibilità di accedervi.

D’altra parte a noi interessa soprattutto capire quale sia il modo migliore di sfruttare un incentivo del genere nel nostro settore di riferimento, quello della progettazione e produzione di arredo su commessa e su misura in genere: un settore che, come sappiamo, è in continua evoluzione sia dal punto di vista delle richieste stringenti del mercato, sia dal punto di vista prettamente tecnologico.

Chi lavora nel settore lo vede ogni giorno: i tempi dati per realizzare una commessa sono sempre più stretti, le modifiche richieste dalla committenza sono continue, gli arredi sono complessi per forma e per numero di materiali.

I dati da gestire sono molti e questo implica sia un elevato rischio di errore, sia, spesso, grandi perdite di tempo, se non c’è una metodologia di comunicazione efficace fra i reparti.

Questa è la grande piaga delle aziende che progettano e producono arredamento su misura: una difficoltà, più che naturale, a riorganizzare i propri processi e le proprie modalità operative per adattarsi a un ritmo produttivo molto esigente, che chiede la realizzazione di un grande numero di commesse, in tempi sempre più ridotti.

 



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È qui che bisogna andare ad operare per migliorare l’efficacia generale delle aziende che progettano e producono arredo su commessa: eliminando le “aree sommerse” di costi irrecuperabili per l’azienda, che vengono da una cattiva gestione dei dati di progetto.

In particolare il consiglio è quello di prendere in considerazione gli investimenti in:

  • Analisi dei flussi e dei processi operativi

È dall’analisi che parte ogni vero rinnovamento aziendale; hardware e software non sono che strumenti, anche se potenzialmente potentissimi, che permettono di risolvere le necessità aziendali emerse tramite una corretta analisi di flussi e processi.

Il consiglio è: diffidate dai consulenti “generici”, ma cercate qualcuno che abbia esperienza nel mondo dell’arredo e in particolare conosca le dinamiche della produzione su commessa, che ha logiche molto diverse da quella in serie!

  • Software CAD di progettazione e gestione della commessa

I dati sono al centro del progetto e avere sotto controllo i flussi di dati fra committenza, ufficio tecnico e produzione è il primo passo per evitare dispersioni di tempo ed errori costosissimi. Passare i dati da un reparto all’altro, anche più volte avanti e indietro, può dare origine a un effetto “telefono senza fili”: è naturale che le informazioni si perdano o si generino incomprensioni!

Proprio per questo il principale investimento va fatto, dopo un’attenta analisi dei flussi aziendali, per fornire all’ufficio tecnico lo strumento adatto a gestire e conservare al meglio i dati che nascono con il progetto.

Anche in questo caso il consiglio è: scegliete un software CAD che sia nato per l’arredo su commessa.

Ogni singola commessa di arredo viene progettata e ingegnerizzata da capo, ha un suo progetto e dei suoi esecutivi, compresi di liste e distinte: un universo di informazioni che non ha niente a che fare con la produzione in serie.

Un’altra considerazione, inoltre, è che gli arredi contract e su commessa in genere spesso hanno forme e geometrie particolari: scegliete un CAD che vi dia abbastanza libertà e flessibilità da permettervi di progettare e realizzare anche le più strane richieste della committenza.

  • Formazione specializzata

Sì alla formazione sul software CAD e sugli altri strumenti aziendali.

Ma non solo: progettare non è più semplicemente “tirare righe” con il CAD, ma essere al centro di un processo operativo e di un flusso monumentale di dati e informazioni.

Al progettista e ai responsabili d’azienda, il mercato richiede uno sforzo per adattarsi alla rivoluzione in atto e rendere l’impresa sempre più efficiente e pronta alla digitalizzazione.

Una formazione specifica in questo senso è il primo passo per rendere partecipe tutto il personale delle direttive aziendali in ottica di digitalizzazione, per evitare resistenze interne e soprattutto per far sì che l’investimento sia sfruttato e renda al 100%.

 



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 Conclusioni: investimenti sì, ma consapevoli!

Per tirare un po’ le somme sui famigerati voucher di digitalizzazione, se sei fra le aziende che hanno fatto richiesta e presentato un progetto, ora hai tempo fino al 14 dicembre per completare l’acquisto e la realizzazione del progetto.

Qui puoi consultare l’ammontare del voucher a cui hai diritto.

Hai tempo fino al 14 dicembre per effettuare l’investimento, ma ricorda anche che se hai intenzione di investire in consulenza e formazione la scadenza del 14 settembre vale anche per l’effettiva fruizione di tali servizi.

Consideralo nelle tue previsioni dei tempi!

Se invece non hai fatto domanda per i voucher o se l’hai fatta ma cerchi anche altri incentivi da sfruttare (non cumulativamente a quelli del voucher, quindi non per gli stessi beni), ti ricordiamo che anche per il 2018 sono state confermate le misure di Impresa 4.0 (ex Industria 4.0) e che oltre a Iper e Super Ammortamento, prevedono anche agevolazioni per la formazione.

Detto questo: gli incentivi ci sono, l’importante è sfruttarli con consapevolezza.

Non sarà un computer più veloce o un nuovo server a rinnovare la tua azienda in ottica di digitalizzazione o a migliorarne l’efficienza: il vero rinnovamento parte dall’analisi di flussi, processi e particolarità operative della tua impresa.

Una consulenza e un’analisi approfondita sono sempre il primo passo, anche nell’introdurre i giusti strumenti di progettazione o di produzione!

Se vuoi approfondire l’argomento con noi, non esitare a contattarci: abbiamo alle spalle 20 anni di esperienza e collaborazione con aziende del settore arredo su commessa.

 

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Topics: Blog, Progettazione, Incentivi

Scritto da Sara Balleroni

Ciò che mi entusiasma nel settore dell’arredo contract è che ogni azienda che incontro ha qualcosa di diverso da raccontare e un progetto speciale da realizzare. Il mio obiettivo? Raccontare questa complessità e i modi di gestirla puntando alla massima efficienza.