<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=917138511799924&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Come presentare efficacemente il tuo progetto 3D?

Scritto da Sara Balleroni il 04/06/18 12.33

L’abito fa il monaco? Beh, a volte sì.

In particolar modo nel settore dell’arredamento su commessa.

Anzi: spesso presentare efficacemente il tuo progetto 3D può essere l’unico vero modo di ottenerla, una commessa!

La presentazione del progetto è uno dei primi contatti fra azienda e committenza: serve a far comprendere al cliente come si presenterà l’arredo alla fine di tutto il lavoro di progettazione e produzione e ad ottenere l’ok e la conferma d’ordine che farà partire tutta la commessa.

È un momento molto delicato: non siamo ancora in una fase esclusivamente “tecnica”, ma alla fase di progettazione architettonica.

 

come_presentare_efficacemente_il_tuo_progetto_3d

 

Presentare efficacemente il tuo progetto 3D significa non solo “far vedere l’arredo” ma anche “far parlare l’arredo”: riuscire a comunicare alla committenza a livello emozionale ciò che sarà il risultato finale.

Un progetto presentato efficacemente ha decisamente una maggiore possibilità di riuscita.

Non solo grazie al realismo con cui viene raffigurato l’arredo, ma anche perché è un mezzo efficace per comunicare la professionalità, la competenza e l’affidabilità dell’azienda, caratteristiche che giocano un ruolo fondamentale nella scelta del fornitore per un progetto complesso.

Più tempo e energie si impegnano nella presentazione di un progetto, più si dà mostra della propria abilità e dimestichezza con gli strumenti del mestiere e si fa percepire all’esterno la propria maestria: si comunica un senso di professionalità, che è tanta parte nella scelta dei fornitori per un arredo complesso.

Una tavola tecnica, una pianta dell’arredo o un disegno tecnico possono essere un buon accompagnamento, ma non possono essere l’unico strumento dato alla committenza per decidere se affidarvi o meno la fornitura: si tratta di strumenti prettamente tecnici, di difficile lettura per i non addetti al lavoro e sicuramente non adatti per comunicare in modo efficace il risultato finale del vostro lavoro.

L’altro lato della medaglia è che presentare efficacemente il tuo progetto 3D può essere un grande investimento: soprattutto nel contract in tutte le sue accezioni, in cui ogni progetto è unico e prodotto una sola volta, impegnare tante energie e risorse in una presentazione che non verrà utilizzata una sola volta (e non è nemmeno garantito che si converta in un lavoro) può sembrare controproducente.

Il gioco vale la candela? Vediamo insieme quali sono quali sono le possibilità in fatto di presentazione di progetti di arredo e quali sono le più adatta per il settore dell’arredamento su commessa.

 

New call-to-action

 

Rendering e animazioni fotorealistiche

Con il termine Rendering intendiamo una rappresentazione 3D del progetto improntata al realismo: si parte dal modello 3D e si arriva a una rappresentazione di materiali, luci, ombre a volte indistinguibile da una fotografia!

In molti casi, nel settore dell’arredamento “speciale”, dalla nautica al contract all’allestimento, il rendering è ormai praticamente necessario e sempre richiesto dalla committenza, perché permette di avere un’idea molto chiara di quello che sarà il risultato finale.

Secondo una ricerca effettuata fra architetti e esperti di arredamento e ristrutturazioni, un progetto presentato tramite rendering è molto più efficace e ha molta più possibilità di aggiudicarsi il lavoro di un progetto presentato solo tramite tavole tecniche.

Inoltre il rendering cosiddetto “fotorealistico” non riporta solo forme e geometrie ma permette di aggiungere oggetti di uso abituale e persone che interagiscono con l’arredo, rappresentandolo in modo sempre più esaustivo ed “emotivo”.

Dal punto di vista dell’azienda che produce l’arredo, realizzare un render richiede delle competenze specifiche diverse da quelle del progettista, anche se nel complesso ha tempi e costi di realizzazione accettabili.

 

presentare_efficacemente_il_tuo_progetto_3D_rendering_fontemaggi

Render dello stand di Amb per Interpack 2017 realizzato da Fontemaggi Srl con MicroStation

 

Lo stesso possiamo dire della possibilità di realizzare, direttamente dal render, delle semplici animazioni 3D, come dei video che permettono alla committenza di “esplorare il progetto” da più punti di vista.

Un aspetto positivo su cui possiamo mettere l’accento, parlando del rendering è che il 3D da cui parte potrebbe facilmente essere anche la base CAD da cui partire per la progettazione esecutiva: si tratta di un modello tridimensionale che, seppur non dettagliato, porta con sé dei dati di forme e proporzioni che possono essere utilizzati.

Un grande lato positivo, che però è possibile sfruttare solo se il CAD che si utilizza è in grado di leggere di importare e tradurre i file di progettazione architettonica o meglio ancora, se è lo stesso CAD che integra il motore di rendering. In questo modo è possibile in parte “assorbire” il tempo dedicato alla fase di presentazione e riutilizzarlo nella fase di progettazione esecutiva.

Se non è così, si rischia davvero che quello del render sia tempo solamente “commerciale”!

CTA_Glossario_di_progettazione_CAD_di_arredamento_su_misura

 

Realtà aumentata

Se il rendering è una delle tecniche più attualmente conosciute e utilizzate, quasi diventato un must per molti settori dell’arredo, c’è ancora tanta confusione e tanta diffidenza nei confronti di altri strumenti di presentazione di più recente diffusione.

Parliamo ad esempio della realtà aumentata.

Si tratta dell’utilizzo di tecnologie tali da “aggiungere” elementi alla tua normale percezione della realtà. Detto in modo più semplice, si utilizzano dispositivi elettronici come lo smartphone o il tablet per vedere, attraverso di questi, elementi 3D virtuali, completamente immersi nella realtà usuale.

Nel caso più specifico dell’arredo la realtà aumentata è molto sfruttata anche da diverse app in commercio, che permettono di scegliere un elemento di arredo a catalogo e di “collocarlo” direttamente nell’ambiente.

Certo è che, nel settore dell’arredamento su misura, le cose si fanno più complesse: non ci sono elementi a catalogo, ma parliamo di interi arredi complessi e non del singolo componente.

Il grande lavoro per riportare in realtà aumentata dei modelli 3D unici giustifica il fine?

Come sempre, dipende. Dipende dalla portata del progetto, sia in termini economici che in termini di difficoltà di resa, cioè dipende da quanto vale quel progetto per voi e da quanto è difficile farne capire le caratteristiche al cliente ricorrendo a diversi strumenti.

Teniamo sempre a conto che riuscire a comunicare a pieno il valore del progetto è anche il primo passo per fare capire alla committenza quali sono i grandi costi di realizzazione e progettazione che sostiene l’azienda e quindi giustificare il prezzo finale dell’arredo.

 

presentare_efficacemente_il_tuo_progetto_3D_rendark

Render per negozio TUUM realizzato da RendArk con MicroStation

 

È anche chiaro che, se mettiamo rendering e realtà aumentata sulla stessa bilancia, viene naturale pensare che il primo abbia costi minori e comunque dia una comprensione integrale del progetto finale.

In realtà, però, rendering e realtà aumentata non stanno sulla stessa bilancia: infatti, per quanto fotorealistico, il primo rimane pur sempre una rappresentazione statica, un “disegno”. La realtà aumentata è invece interattiva e permette all’utente di interagire, di trovare prospettive diverse e di relazionarsi al modello per comprenderlo a pieno.

Detto in poche parole: il rendering lascia più spazio all’immaginazione e all’interpretazione, mentre la realtà aumentata riduce ancora di più il divario che c’è fra quello che propone l’architetto o il progettista architettonico e quello che la committenza si aspetta. Si riducono, di conseguenza, anche i rischi di incomprensioni, errore, modifiche e cambiamenti in corso d’opera.

L’altro elemento che distingue rendering e realtà aumentata è questo: come abbiamo visto il processo di rendering genera già dei dati relativi a forme e geometrie che possono essere in alcuni casi sfruttati dal CAD (dipende sempre dal software che si usa!); il render che viene poi presentato alla committenza rimane però un’immagine: non porta e non comunica quei dati. Per la committenza il render è solo una “fotografia del futuro”, ma non dice niente su specifici materiali o sulle reali dimensioni (informazioni che, invece, avrebbe potuto ricavare dalle tavole tecniche).

La realtà aumentata unisce questi due aspetti: è sì una rappresentazione fotorealistica ma è anche in sé un modello 3D, tanto che la si consulta con un dispositivo. Quel modello ha con sé i dati di forma e geometria e presumibilmente potrà essere interrogato dalla committenza per avere più informazioni sull’arredo e fare una scelta ancora più consapevole.

Una scelta consapevole, che oltretutto tutela la tua azienda da incomprensioni future.

 

Scarica l'ebook - nuovo software di progettazione CAD

 

Realtà virtuale

La realtà virtuale si differenzia da quella aumentata perché ricrea totalmente un ambiente e immerge lo spettatore in un nuovo setting completamente virtuale.

Questo risultato si ottiene attraverso l’utilizzo di visori, auricolari, guanti o altri dispositivi che “schermano” l’utente dalla realtà e gli permettono di vedere e interagire con la realtà simulata.

Per noi questo significa: immaginate di poter camminare all’interno dell’area arredata, ancora prima di mandare in produzione l’arredo.

Un’esperienza del genere, completamente immersiva, colmerebbe quasi completamente il divario fra “realtà” e immaginazione del cliente, permettendo una percezione (anche) emotiva del progetto.

Chiaramente il costo e l’impegno di un progetto di realtà virtuale sono ancora maggiori: ne vale la pena per un’azienda che progetta e produce su misura e per la quale, quindi, ogni progetto è diverso dall’altro?

Facciamo un esempio preso dal settore dell’arredamento nautico: quando si parla di yacht e barche di lusso, la realizzazione del mock up è una prassi di settore.

Per mock up si intende la realizzazione (produzione vera e propria!) di una mezza cabina di prova, con arredi e finiture, per far sì che l’armatore possa toccare con mano un “campione” del risultato finale.

Ora immaginate: e se il mock up di una cabina di una nave potesse essere “visitato” in modo virtuale? La realizzazione di un tour di realtà virtuale può essere uno strumento molto importante per migliorare l’impatto emotivo e sfruttare tutte le potenzialità di uno “storytelling visuale”, soprattutto in progetto di grande impatto economico, come la realizzazione di uno yacht.

Citando Barche Magazine nell’articolo “Virtual Reality per lo Yacht Design”: “La sfida è portare la rivoluzione della realtà virtuale nello yacht design, per fare a progettisti, yacht designers e cantieri navali nuovi potenti strumenti per far percepire i loro progetti.”

 

stampante_3d_per_presentare_efficacemente_il_tuo_progetto_3d

 

Stampa 3D

Per Stampa 3D intendiamo la realizzazione di oggetti (parti dell’arredo o riproduzioni in scala) tramite “produzione additiva”, cioè un processo che utilizza un materiale plastico, scaldandolo e stratificandolo tramite apposita stampante 3D, per creare a poco a poco l’oggetto desiderato.

L’opposto della produzione “additiva” è la produzione “sottrattiva” che è quella più comunemente nota: se nella produzione sottrattiva, ad esempio, da un pannello di legno si “sottrae” del materiale per arrivare all’elemento richiesto, nella stampa 3D avviene il contrario e tramite materiali appositi si “ricrea” nella realtà un modello 3D.

La tecnologia additiva permette di realizzare con relativa semplicità anche le forme più complesse, superando i limiti della produzione tradizionale, e con un riscontro praticamente immediato: questa caratteristica è un grande supporto in modo particolare nel settore del su misura e dell’arredo prodotto una sola volta o a lotti ridotti.

Infatti, se nelle grandi produzioni seriali viene sempre realizzato un “prototipo”, che è la prima copia di tutte le produzioni successive e che può essere visto e testato nella realtà, nelle produzioni su piccoli lotti o addirittura a lotto 1, la prototipazione diventa un grande onere e arriva ad avere gli stessi costi della produzione vera e propria!

In questo senso la stampa 3D è un grande supporto nel settore dell’arredo su commessa: permette a costi ridotti e tempi ridotti di avere una riproduzione fedele, dal punto di vista geometrico, dell’arredo, fungendo da vero e proprio prototipo di prima valutazione di forma e assemblaggio.

 

New call-to-action

 

Conclusioni

Chi progetta e produce arredo su misura lo sa meglio di chiunque altro: l’abito a volte fa il monaco, e di certo la presentazione spesso fa la commessa.

Quello che ci rimane da valutare è: quale delle tecnologie che abbiamo presentato è la più adatta a presentare efficacemente il tuo progetto 3D, valutando la tua committenza, i risultati a cui punti e i costi di realizzazione della presentazione.

Nell’analizzare i costi, non dimenticare di tenere in considerazione che le nuove tecnologie rendono questi strumenti di presentazione ogni giorno più abbordabili, anche per le aziende di arredo.

Basti pensare alle stampanti 3D che fino a qualche anno fa erano strumenti molto settoriali e confinati ai Fab Lab e che ora sono invece accessibili alle singole aziende, per la prototipazione ma anche per la vera e propria produzione (anche in fibra di legno!)

Un’altra riflessione da fare è invece questa: la sfida dell’uomo ai limiti della presentazione non nasce oggi, né negli ultimi 10 anni.

Vincenzo Candido, visual designer, ci racconta in un interessante articolo di approfondimento che da sempre l’uomo ha intrapreso la lotta per riprodurre in modo più fedele possibile la realtà.

Ed è proprio di questo che abbiamo parlato, di colmare il vuoto fra l’immaginazione della committenza e il progetto: realizzare un progetto realistico, particolareggiato e corredato di informazioni tecniche; non lasciare spazio all’interpretazione e alle incomprensioni con la committenza: aggiudicarsi la commessa e ridurre il rischio di modifiche, errori e insoddisfazione.

Ma che dire dei vuoti che ci sono fra la simulazione del progetto e il prodotto finale?

Qualcuno si schiera “contro” una presentazione troppo dettagliata proprio perché il progetto non sarà mai esattamente uguale all’arredo finito e prodotto e anche questo può portare a incomprensioni in un secondo momento.

D’altronde questi sono rischi che si corrono in ogni caso, a prescindere dalla presentazione! 

Inoltre, c’è da considerare che l’utilizzo di queste tecnologie, non è solo commerciale, ma anche di grande importanza strategia (vedi l’approfondimento della Harvard Business Review, in un fascicolo interamente dedicato alla realtà aumentata).

Non si tratta di un semplice strumento per “presentare meglio e quindi vendere di più”, ma una possibilità di:

  • permettere al committente di interagire con il progetto;
  • migliorare la comunicazione del brand, dell’affidabilità dell’azienda e la lealtà al marchio;
  • comunicare non solo l’immagine ma anche i dati di progetto.

Si tratta di un cambiamento epocale, culturale oltre che tecnologico, che necessita un adeguamento delle aziende anche a livello operativo: fare realtà aumentata o realtà virtuale richiede delle risorse formate non solo tecnicamente sui software dedicati, ma anche a livello di UX (User Experience), per far sì che la presentazione dell’arredo non sia un “gioco” fine a se stesso, ma comunichi il brand e renda l’acquisto una vera e propria esperienza.

Insomma: il futuro è già qui. Tu hai già iniziato a informarti sui giusti software per presentare efficacemente il tuo progetto 3D?

 

Scarica l'ebook - nuovo software di progettazione CAD

Topics: CAD, Consigli, Progettazione, Blog

Scritto da Sara Balleroni

Ciò che mi entusiasma nel settore dell’arredo contract è che ogni azienda che incontro ha qualcosa di diverso da raccontare e un progetto speciale da realizzare. Il mio obiettivo? Raccontare questa complessità e i modi di gestirla puntando alla massima efficienza.