Incentivi di Industria 4.0 per il 2018: cosa aspettarsi nell'arredo?

Scritto da Sara Balleroni il 17/04/18 12.31

Il termine Industria 4.0 è ormai noto a quasi tutte le aziende italiane, anche nel settore arredo.

Sono pochi, però, quelli che ne conosco a fondo i dettagli, gli obiettivi previsti e i risultati raggiunti nell'anno terminato.

Proprio per questo, ci interessa sia dare un’occhiata ai numeri degli incentivi statali per la digitalizzazione nel 2017, sia rivolgerci a ciò che si profila all’orizzonte, scoprendo quali sono gli incentivi di industria 4.0 per il 2018.

In particolare, dando rilievo ai dati relativi al settore dell’arredamento, ci interessa capire cosa significa veramente per un’azienda di arredo su commessa e su misura investire in tecnologie 4.0.

È solo l’acquisto di un software o di una macchina CNC? Non proprio.

 

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Per iniziare: di cosa parliamo quando parliamo di Industria 4.0?

Il termine Industria 4.0 viene utilizzato per la prima volta in Germania, durante una fiera sulle tecnologie industriali.

Non a caso la Germania è uno dei paesi in cui le industrie hanno recepito in modo più efficace il processo di digitalizzazione, grazie anche a degli incentivi dedicati.

In termini generici, Industria 4.0 sta ad indicare una generale tendenza alla digitalizzazione: proprio per questo parliamo anche di quarta rivoluzione industriale.

Si tratta non solo dell’automatizzazione dei processi industriali, ma anche della gestione di una grande mole di dati (i famosi Big Data), della fruizione agevole di questi dati per formulare analisi corrette e di valore per l’azienda, dell’interconnessione fra le macchine e le persone.

 

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La tendenza di Industria 4.0 si è concretizzata in Italia in una serie di misure e di agevolazioni volte a incentivare la digitalizzazione delle aziende italiane.

Il piano nazionale industria 4.0 ha previsto infatti per il 2017 delle agevolazioni fiscali molto forti, per dare al mercato la giusta spinta a ripartire e per guidare gli investimenti delle imprese verso la digitalizzazione.

Nello specifico parliamo di interventi come:

  • iperammortamento al 250%: ovvero la possibilità di scaricare il 150% in più delle tasse sui beni acquistati. Un’agevolazione tale da permettere all’azienda di pagare meno tasse, ancora meno di quelle che avrebbe pagato non acquistando affatto il bene. L’iperammortamento riguarda una serie di beni materiali e di device per il controllo e il mantenimento della sostenibilità, indicata nell’apposito allegato A della legge
  • superammortamento al 140%: come sopra, ma con un’agevolazione più ridotta. Questo incentivo si applica ai beni immateriali, indicati all’allegato B della legge: i software che si legano agli acquisti fatti usufruendo dell’iperammortamento. Si tratta dei software di interconnessione dei beni materiali di cui abbiamo già parlato e che permettono la gestione e l’analisi dei dati ottenuti.
  • Nuova Sabatini: una serie di agevolazioni per le aziende che richiedono finanziamenti bancari per investimenti per beni strumentali e tecnologie produttive in ottica 4.0, concedendo l’accesso ad un fondo centrale di garanzia.
  • Credito d'imposta per R&S: si tratta di un credito sulle imposte (una riduzione delle tasse dovute) pari al 50% sulle attività di Ricerca & Sviluppo in direzione 4.0. Una misura volta a stimolare la crescita delle aziende e un investimento sulla loro produttività futura.
  • Credito d'imposta Formazione 4.0: credito di imposta su attività di formazione che rientrano negli ambiti individuati dalla legge di Bilancio Impresa 4.0 e che prevedono un rimborso come credito d'imposta sul 40% delle spese sul personale impegnato in formazione. 

 

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Grafico tratto dalla relazione ufficiale del MiSE su Impresa 4.0 

 

Uno sguardo al 2017: che effetti ha avuto Industria 4.0?

Gli effetti positivi di Industria 4.0 si sono visti sia sui livelli di produzione industriale, che dal punto di vista dell’occupazione.

Più nel dettaglio, secondo i dati forniti direttamente dal MiSE nel piano che presenta anche le linee guida per il 2018, i dati di crescita rilevante sono: un incremento di investimenti e ordinativi da aziende private, investimento che arriva al +13 % per macchinari e altri apparecchi; inoltre, un incremento di investimento in Risorse e Sviuppo in ottica 4.0, stimato al +10/+15%.

Stando sempre al rapporto del MiSE, si stima un aumento di +10 miliardi di euro per gli investimenti privati fra 2017 e 2018, di + 11, 3 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo fra il 2017 e il 2020.

Inoltre, valore da non sottovalutare, si stimano 200.000 studenti universitari e 3000 manager specializzati su temi industria 4.0.

 

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Da industria 4.0 a impresa 4.0: cosa aspettarsi per il 2018

Visto il generale riscontro positivo ai forti incentivi di Industria 4.0, il piano nazionale è stato prorogato anche per il 2018, con il nome di Impresa 4.0.

Cosa cambia? Iperammortamento, superammortamento e Nuova Sabatini vengono mantenuti anche per il 2018, ma con alcune modifiche. L’iperammortamento al 250% è prorogato per gli ordini confermati al venditore entro il 31/12/2018, in consegna entro il 31/12/2019 e per i quali nel 2018 è stato versato almeno il 20% di acconto. L’iperammortamento riguarda i beni che rientrano nelle categorie e nelle caratteristiche identificate dall'allegato A di Industria 4.0.

Gli investimenti in beni materiali e immateriali non rientranti in industria 4.0 possono comunque godere di un superammortamento al 130%.

È inoltre possibile richiedere il superammortamento al 140% sui software di interconnessione e gestione dati, a cui si aggiungono anche i software per e-commerce, realtà aumentata in ambiente commerciale e automazione della logistica.

Una piccola nota: da un lato il superammortamento al 140% è accessibile solo a chi sfrutta anche l’iperammortamento al 250%; dall'altro è la stessa pagina di domande e risposte del MiSE, che sottolinea come non sia obbligatorio che il software che si acquista con superammortamento sia legato alle macchine per le quali si sfrutta l’iperammortamento.

È condizione sufficiente che il software abbia le caratteristiche elencate all'allegato B del piano nazionale e che l’impresa acceda anche all’iperammortamento.

 

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La vera novità di Impresa 4.0 per il 2018, però, riguarda la formazione: l’urgenza, infatti, è anche avere del personale in grado di gestire e trarre il massimo profitto dalle tecnologie acquisite grazie agli incentivi statali.

Solo in questo modo, si combatte attivamente il rischio di disoccupazione tecnologica, ovvero il rischio che, in un certo senso, “le macchine sostituiscano gli esseri umani”.

In questa prospettiva, per il 2018, è previsto un ulteriore credito di imposta al 40% sulle attività aziendali di formazione del personale in tecnologie di digitalizzazione. I tre macro-settori identificati per gli investimenti in formazione sono quelli di: 1. vendita e marketing; 2. informatica; 3. tecniche e tecnologie di produzione.

Per un’azienda dell’arredamento questo significa che la formazione può essere rivolta anche all'ottimizzazione di gestione di dati del team marketing e commerciale, con utilizzo di CRM specifici, ad esempio.

Per quanto riguarda invece le tecniche e tecnologie di produzione, invece, si apre un intero capitolo relativo alla formazione sui software di gestione della commessa, CAD e di collegamento alle macchine CNC.

 



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Cosa ha significato Industria 4.0 per il settore dell’arredamento?

Il cambiamento sostanziale nel settore legno arredo era già cominciato dopo la crisi del 2008: il mercato, che era all’epoca quasi completamente orientato alla produzione seriale e standardizzata, cominciava a contrarsi e a guardare al su misura e alla produzione su commessa.

Il ridotto numero di clienti e di committenti che ancora avevano potere d’acquisto richiedevano un grado sempre maggiore di personalizzazione: una modifica rispetto ai prodotti a catalogo, o anche la progettazione e realizzazione di un prodotto completamente nuovo, su richiesta.

La sfida, in queste nuove dinamiche di mercato, è a tutt’ora tenere livelli di produzione competitivi e industriali, anche nella produzione a lotto 1. È qui che l’industria dell’arredo incontra il noto concetto di mass customization, ovvero “personalizzazione di massa”.

 

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Nello specifico indica la produzione di prodotti su misura o in certa misura personalizzabili, ma ottimizzando l’efficienza con processi produttivi ottimizzati. Può sembrare un paradosso, ma non lo è affatto: anzi, è il cuore di ciò che ha significato e tutt’ora significa Industria 4.0 nel settore dell’arredamento.

Passare a una produzione su commessa significa, infatti, dover gestire una mole di dati di progetto che aumenta esponenzialmente: ogni commessa avrà la propria codifica, il proprio modello 3D, i propri materiali da ordinare, la propria documentazione esecutiva e i propri cicli di lavoro.

Da questo punto di vista, investire in Industria 4.0 significa per l’azienda non solo avere a disposizione questi dati, ma saperli gestire in modo ottimale: significa non lavorare più solo ed esclusivamente sul progetto 3D, ma anche investire sull’interconnessione fra la progettazione e gli altri dipartimenti aziendali, da quello commerciale a quello produttivo.

Alla luce di queste riflessioni, che effetti hanno avuto gli incentivi di Industria 4.0 nel settore dell’arredamento? Secondo il Sole 24 ore, in generale il settore ha dimostrato una forte propensione a innovare, grazie alla quale è riuscito a risollevarsi dalla crisi ritrovando la crescita negli ultimi 3 anni e superando i 40 miliardi di fatturato.

Un altro dato rilevante è che il 37% delle aziende del settore legno-arredo ha investito in Ricerca & Sviluppo nel 2017 e il 29% di queste vuole investire anche nel 2018.

La percentuale più indicativa in assoluto è però questa: lo scorso anno, il 49% delle imprese del settore hanno effettuato investimenti per rendere più efficiente la produzione, per un importo complessivo di 160 milioni di euro.

 

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Conclusioni? parliamo piuttosto di nuovi inizi

Innovare significa crescere: alle aziende italiane del settore dell’arredo questo non è sfuggito. Gli incentivi di industria 4.0 sono stati presi al volo e sono stati una spinta alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica; gli effetti positivi sono stati evidenti.

Ma la digitalizzazione, soprattutto nel settore dell’arredamento, ha bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale. Non si tratta solo di sostituire una macchina CNC con una più nuova o di cambiare software per il disegno tecnico. Si tratta di interconnessione di strumenti e di dati.

Nell’arredamento contract e su misura, innovare in ottica 4.0 significa investire in degli strumenti che permettano di gestire tutte le informazioni di commessa in modo efficiente, fin dalla presa in carico e fino a dopo la produzione. È rendersi conto che l’ufficio tecnico è il cuore dell’azienda e il punto di passaggio di tutte le informazioni.

Progettare arredo su commessa nel 2018 non riguarda solo la realizzazione CAD di un disegno in 2D o in 3D: è comunicare con i sistemi gestionali aziendali, avere dati sempre pronti per la produzione e modificabili in breve tempo, significa poter contare sui giusti automatismi e avere rintracciabilità dei dati anche nel post produzione, per poter assecondare eventuali richieste di manutenzione.

Con Impresa 4.0 e il credito di imposta sulla formazione, inoltre, si mette l’accento su un altro punto importante: non è solo lo strumento che porta all'innovazione e all'ottimizzazione. Sono le persone che fanno l’azienda e proprio per questo parliamo di rivoluzione culturale, ancora prima che di strumenti.

Inserire nuovi software e nuovi hardware in azienda non è un processo isolato, ma in stretto collegamento con gli altri sistemi aziendali e con le persone che li utilizzeranno.

Le imprese italiane del settore arredo sembrano aver intrapreso questa rivoluzione e aver recepito che investire in ottica 4.0 comporta avere uno sguardo dall’alto e mirare a ottimizzare i processi dell’intera azienda, considerando e studiando tutto ciò che può significare per l’azienda l’introduzione di nuove tecnologie, sempre mirando al successo.

 

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Topics: Consigli, Incentivi

Scritto da Sara Balleroni

Ciò che mi entusiasma nel settore dell’arredo contract è che ogni azienda che incontro ha qualcosa di diverso da raccontare e un progetto speciale da realizzare. Il mio obiettivo? Raccontare questa complessità e i modi di gestirla puntando alla massima efficienza.