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Perché sono passato da AutoCAD a MicroStation

Scritto da Sara Balleroni il 19/12/17 15.42

La scelta del giusto software CAD di progettazione, nel settore dell’arredo su misura, ha sempre un’importanza cruciale. 

È lo strumento che l’ufficio tecnico userà per la maggior parte delle ore lavorative ed è quindi doppiamente importante che sia agile e che permetta di affrontare tutte le dinamiche del settore.

La velocità di realizzazione, la prontezza nell’eseguire modifiche dell’ultimo minuto, la capacità di progettare forme particolari e ogni volta diverse.

Le aziende dell’arredo a commessa, soprattutto se in crescita, si trovano spesso al momento in cui è necessario fare il salto da una progettazione in 2D fatta con Autocad a una progettazione più strutturata, in 3D, con collegamento alla produzione e automatizzazione dei documenti esecutivi per la produzione (schede tecniche, liste dei fabbisogni, distinte…).

È un passo importante per l’azienda, che va valutato con ogni cura per evitare di fare investimenti sconsiderati e per evitare di rallentare, anziché velocizzare, la produzione.

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Ne abbiamo già parlato nell’articolo “Quale CAD 3D scegliere? 10 domande da porsi” e nell'ebook "Guida alla scelta del CAD migliore per la tua azienda"  le variabili da tenere in considerazione sono tante.

Come sempre il consiglio è: scegliete un software CAD pensato per le vostre esigenze e che non nasca per altri settori e sia poi "riadattato" per l'arredo.

La cosa più importante è evitare di “ingessare” e rallentare l’ufficio tecnico che ha invece bisogno di grande flessibilità e agilità di azione, sia per velocizzare il passaggio che per agevolare le risorse nell’apprendimento del nuovo CAD.

È dimostrato che il passaggio da AutoCAD a MicroStation è notevolmente più rapido se confrontato con il passaggio ad altri software: questo avviene soprattutto perché le modalità operative hanno basi comuni (per approfondire puoi leggere l'ebook “Perché passare da AutoCAD a MicroStation?”)

 

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 Ne abbiamo parlato con Daniele Padovani, project manager nel settore dell'arredo Contract, che ha scelto di lasciare AutoCAD per passare a MicroStation e Progenio come piattaforma per l'intero ufficio tecnico. 

Vediamo con lui quali sono state le ragioni della sua scelta, quali sono stati i vantaggi che ha visto nella piattaforma e soprattutto, qual è stato l'impatto del cambiamento sull'ufficio tecnico.

 

Per prima cosa, Daniele, raccontaci un po’ di te: quali sono le tue esperienze? Come ti sei avvicinato al mondo dell’arredo su misura?

“Nasco da una famiglia di falegnami.

È proprio nell’azienda di famiglia che ho lavorato per i primi 6 anni, dopo il diploma da disegnatore tecnico. È qui che ho conosciuto il mondo della produzione su commessa di arredo.

Poi, quasi per caso, ho iniziato la carriera di disegnatore in un’azienda delle vicinanze che produceva arredo per negozi.

Qui ho lasciato il tecnigrafo e ho usato per la prima volta AutoCAD.”

 

Chiaramente, arrivando dal tecnigrafo, AutoCAD sarà stato un grande cambiamento. Disegnare tutte le tavole in 2D e ricominciare ogni volta da capo comporta comunque uno spreco di tempo, che su grandi moli di lavoro è impensabile.

Quando hai cominciato a vedere i limiti di AutoCAD?

Praticamente subito! Già dopo alcuni anni ho cominciato a fare esperimenti e a provare software di progettazione CAD in 3D.

La mia ricerca è stata spinta dalla necessità di avere sempre un riscontro visivo e di evitare errori di interferenze soprattutto nei progetti di arredo più complessi.

Ho cominciato ad utilizzare Sketchup, ma la carenza era evidente: non si tratta di uno strumento pensato per fare disegni tecnici, ma solo per degli architettonici semplici.

Quelli che avevo provato erano software principalmente di grafica, non adatti alle nostre esigenze.”

 

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È ovvio che se l’esigenza è quella di progettare e portare in produzione degli arredi complessi, non si può pensare di fare affidamento su software che fanno semplice rappresentazione architettonica, anche se in 3D.

Se aumenta la complessità delle commesse e il carico di lavoro, ci sono sempre più dati da tenere sotto controllo e da aggiornare ad ogni minima modifica: il rischio di errore aumenta esponenzialmente e non si può pensare di continuare a modificare tutto a mano.

È stato a questo punto che hai conosciuto MicroStation e Progenio?

“Non proprio. In un secondo momento, infatti, sono stato chiamato in un’altra azienda in veste di responsabile dell’ufficio tecnico di un team di 6 persone più alcuni esterni: una sfida durata 13 anni e mezzo.

Qui seguivo il management dell’ufficio tecnico e la produzione e anche qui mi sono scontrato con gli stessi problemi: non si utilizzava il 3D.

Assurdo, considerando il tipo di azienda che realizzava arredi contract di grandissime dimensioni e di grande complessità.

Il settore impone di essere rapidi e di eseguire all’istante richieste e modifiche, ma è praticamente impossibile senza il giusto strumento.

Ho cominciato a cercare un software 3D che fosse dedicato all’arredo su misura, che mi permettesse di risolvere le mie problematiche e di superare le difficoltà rilevate.

È stato durante questa ricerca che ho conosciuto MicroStation e Progenio.

 

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La ricerca dev'essere stata complicata. Per fortuna avevi ben chiare le caratteristiche del software CAD che ricercavi.

Che cosa ti ha portato a decidere proprio per Progenio e MicroStation?

“L’ho scelta perché era l’unica piattaforma verticalizzata per l’arredo e specializzata nelle dinamiche del contract e della produzione a commessa.

In più la mia esigenza era quella di trovare un programma che lavorasse su logiche simili a quelle di AutoCAD e quella di passare al 3D con attenzione alla produzione e alla documentazione esecutiva.

In MicroStation e Progenio abbiamo trovato la soluzione a entrambe le esigenze, con il plus della generazione automatica della documentazione esecutiva: schede di sezione, schede di produzione, distinte base… tutti documenti necessari sia alla PMI sia alla grande impresa.

In più il collegamento con AutoCAD e con l’archivio aziendale era garantito dal fatto che MicroStation ci permette di lavorare in .dwg nativo: un grande vantaggio che facilita la comunicazione con fornitori e committenti.

Un’altra caratteristica che mi ha colpito fin da subito è stata la possibilità che più utenti disegnino e lavorino nello stesso progetto: un’eventualità molto comune nel settore dell'arredo contract.”

 



Perché passare da AutoCAD a MicroStation

Il passaggio da un software all'altro in alcuni casi è più intuitivo e dà maggiori risultati. Come mai?

Scopri di più» 



 

Il passaggio da un CAD 2D al 3D ha sempre un impatto forte e l’ufficio tecnico può incontrare delle difficoltà.

D'altra parte in generale il passaggio da AutoCAD a MicroStation è particolarmente fluido e gli operatori si trovano a proprio agio fin dalle prime settimane.

Qual è stata la tua esperienza in questo senso?

“Di sicuro il cambiamento è stato importante. Alcuni tecnici sono stati più veloci e più ben predisposti di altri alla novità.

In generale comunque il passaggio è stato agevole e non ha causato rallentamenti sui progetti che si stavano portando avanti.

Per i primi due mesi abbiamo tenuto l’utilizzo parallelo di Autocad e di Progenio, poi abbiamo lasciato Autocad e abbiamo cominciato ad usare solamente la piattaforma MicroStation e Progenio.

Abbiamo visto in prima persona che chi ha già una formazione Autocad non ha la sensazione di ricominciare da zero o imparare un programma nuovo.

L’impostazione è simile, vanno solo imparati i nuovi comandi e alcune funzionalità che si aggiungono."

 

Spesso ci capita di incontrare aziende in cui l’ufficio tecnico e i project manager capiscono subito il valore della piattaforma, perché ne vedono immediatamente le grandi potenzialità operative.

A volte capita invece che la proprietà, se non ha formazione tecnica, abbia più difficoltà a capire la filosofia innovativa che anima la piattaforma MicroStation e Progenio...

Nel vostro caso qual è stata l’impressione della proprietà?

“Nel nostro caso anche il datore di lavoro si è reso subito conto dei vantaggi: è immediato capire che con Progenio l’oggetto grafico porta con sé tutta una serie di dati e informazioni, che si aggiornano automaticamente in caso di modifica e che quindi ci sono meno rischi di errore dell’operatore.

Si sono visti subito anche i risparmi di tempo con la generazione automatica della documentazione esecutiva.

Riusciamo a fornire in automatico i programmi per le macchine, le schede di produzione, schede di taglio, distinte: tutta documentazione molto precisa.”

 

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Un altro problema molto sentito nel settore del su misura è quello della comunicazione con i fornitori esterni a cui va commissionata la produzione di quegli elementi che non vengono realizzati in azienda.

Per evitare sprechi, errori nell’ordine e soprattutto per valutare correttamente le offerte di più fornitori è importante avere dati precisi alla mano e mantenere uno storico.

Com’è cambiato questo aspetto del lavoro da quando usate MicroStation e Progenio?

“È davvero un argomento importante: negli arredi non c’è solo il legno, ma anche plastica, plexiglas, ferro, ottone, acciaio, vetro…

In MicroStation lavoriamo in layers come in Autocad e quindi possiamo già suddividere i materiali in layer separati.

Con Progenio possiamo elaborare massivamente le schede tecniche da dare ai fornitori esterni: un notevole risparmimo di tempo!

Il grande vantaggio è che lo facciamo lavorando tutti nello stesso progetto: qualsiasi cosa disegni è già sul progetto intero, quindi è facilmente verificabile che la modifica sia corretta.”

 

La gestione del dato è proprio un focus di Progenio: l’idea è cercare di rendere accessibili a ciascun reparto aziendale i dati necessari e di renderli semplicemente condivisibili con fornitori e committenza.

Un altro reparto  che beneficia dalla chiarezza della documentazione è quello della logistica e del montaggio. Anche per voi è stato così?

 

“Sì, spesso la comunicazione con il post-produzione è difficile: al magazziniere che fa i bancali da spedire va indicato con precisione quali sono i pezzi da cui è composto l’arredo e qual è la destinazione di ogni pezzo.

Spedire dall’altro capo del mondo un arredo a cui mancano dei pezzi è un errore dai costi altissimi.

Il fatto che Progenio permetta di generare in automatico delle tavole di esploso con pallinatura è molto utile: intanto la comprensione degli arredi e dei pezzi di cui è composto è immediata, inoltre la pallinatura è automatica, generata da Progenio, e ogni pezzo ha un suo codice univoco.

È praticamente impossibile sbagliare e anche i montatori sono agevolati e velocizzati."

 

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Tutti questi aspetti hanno sicuramente un’incidenza importante sulla qualità e sulla reattività dell’azienda.

Facendo invece un bilancio generale, qual è il più grande vantaggio che hai ottenuto passando a MicroStation e Progenio?

“Da un punto di vista più generale il vantaggio più grande è la sicurezza che mi dà: tanti processi sono automatici, ho un riscontro visivo in 3D, il passaggio di consegne è lineare.

Gli errori sono ridotti al minimo e quando l’ufficio tecnico passa qualcosa alla produzione posso stare tranquillo che avrà passato tutte le informazioni necessarie e non ci saranno errori.

Terminato un lavoro, ho la mente libera per passare ad un altro progetto e questo influisce in modo sensibile sulla produttività.

I risparmi di tempo passando dal 2D al 3D di MicroStation sono dati non tanto dal disegno in sé (i tempi di disegno con un CAD 3D tradizionale/meccanico sono invece più lunghi); il vero risparmio sta in tutti gli automatismi che Progenio permette.

Inoltre aumenta la reattività alla modifica dell’ultimo minuto.

Faccio un esempio: se lavoro in AutoCAD 2D e mi chiedono all’ultimo minuto una sezione, dovrò disegnarla da zero, manualmente, con un rischio di errore molto alto.

Con il 3D di MicroStation e Progenio, invece, la sezione viene ricavata in automatico direttamente dal progetto.

Lo stesso succede per le liste di materiali e tagli che vengono generate in automatico e quindi non devono più essere aggiornate manualmente.

In questo modo il tecnico viene liberato dal peso di attività meccaniche e ad alto rischio di errore (come l’aggiornamento delle liste) e può quindi concentrarsi sul suo vero lavoro: la progettazione e ingegnerizzazione.

Forse è questo il più grande vantaggio: Progenio ci ha permesso di non farci più travolgere dal lavoro, dalle continue modifiche e da tutte le variabili da tenere in considerazione.

 

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Ribaltare la prospettiva del CAD tradizionale

Il contributo di Daniele Padovani conferma quello che spesso ci sentiamo dire nel settore dell’arredo prodotto su commessa: la maggior parte dei progetti sono “speciali” e sono condizionati dalle richieste della committenza e da esigenze legate al cantiere (ville, navi, yacht, locali commerciali, ecc.).

Si differenzia dalla cosiddetta “produzione in serie”: proprio perché nella produzione su commessa sono la velocità di consegna e la capacità di contenere i costi il vero elemento competitivo.

Da questo punto di vista la piattaforma MicroStation e Progenio non ha paragoni, proprio perché è sviluppata e pensata per il settore dell’arredo prodotto su commessa.

La grande unicità della piattaforma sta nel ribaltamento della prospettiva dei CAD tradizionali che hanno generalmente un’origine meccanica e che quindi portano anche nel mondo dell’arredo delle impostazioni che invece sono proprie di un altro settore.

I CAD di questo tipo iniziano il proprio ragionamento dal singolo componente (detto anche “elemento”: è l’unità più piccola in cui è diviso un mobile; può essere un fianco, un ripiano, un cielo, il frontalino di un cassetto…): per questo il progettista inizia a disegnare a partire dal singolo elemento (che può essere ad esempio un fianco), assegnando a questo un nome e un codice identificativo, e procede poi vincolando a questo componente un secondo elemento, che a sua volta numera e vincola ad un terzo elemento e così via.

Un’impostazione del genere implica che il progettista debba avere fin da subito ben chiaro il risultato finale fin da subito, perché mano a mano che procede, imposta le regole che vincolano l’intero mobile (detto anche assemblato: può essere un armadio, un comodino, un letto…).

A questo punto cosa succede se la committenza decide di apportare modifiche consistenti dopo che la progettazione con un CAD tradizionale è già iniziata?

Il progettista dovrà cambiare uno ad uno tutti i vincoli fra le parti… oppure dovrà ricominciare da capo a progettare.

MicroStation e Progenio invertono questa prospettiva, con una modalità operativa pensata appositamente per il su misura.

 

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Come si vede dall’immagine, con MicroStation e Progenio il progetto parte dalla definizione della commessa, a cui assegniamo un codice.

È all’interno della commessa che andiamo a identificare delle zone: ovvero delle singole aree della commessa (possono essere stanze, cabine, aree comuni di una nave, ecc.).

All’interno della zona definiremo i singoli assemblati ovvero i singoli mobili o componenti dell’arredo (es. armadio, letto, comodini, ecc.)

All’interno del singolo assemblato andremo a definire, scendendo nel dettaglio, ogni singolo componente.

Attenzione: sarà poi il sistema ad abbinare ad ogni componente il proprio codice, con una procedura automatica.

Il progettista non dovrà preoccuparsi della codifica minuziosa dei numerosi pezzi di un grande arredo, ma si concentrerà su disegno e configurazione.

È questa la prospettiva rivoluzionaria e innovativa che rende Progenio e MicroStation l’unica piattaforma di progettazione e ingnerizzazione dedicata all’arredamento prodotto a commessa (contract, su misura, nautico, navale, uffici e pareti divisorie…).

È proprio questa prospettiva e il mix di disegno parametrico e libero che fanno sì che MicroStation risulti un’evoluzione naturale per l’azienda di arredo “speciale” che ancora utilizza AutoCAD 2D.

 

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Topics: Progenio, News, MicroStation, Blog, Interviste e Testimonianze

Scritto da Sara Balleroni

Ciò che mi entusiasma nel settore dell’arredo contract è che ogni azienda che incontro ha qualcosa di diverso da raccontare e un progetto speciale da realizzare. Il mio obiettivo? Raccontare questa complessità e i modi di gestirla puntando alla massima efficienza.