<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=917138511799924&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

CAD 2D o 3D: qual è la soluzione migliore per i tuoi progetti di arredo?

Scritto da Sara Balleroni il 03/05/18 12.37

“Migliore” o “peggiore”: termini vasti e generici, che difficilmente si adattano a descrivere qualcosa di così specifico come il CAD di progettazione che dovresti usare nella tua azienda di arredo.

Allo stesso tempo, comparando CAD 2D o 3D, le differenze che emergono sono notevoli: ragionare su quali caratteristiche sono le più adatte alla progettazione di arredo non è una perdita di tempo.

Prima di approfondire la questione, però, facciamo un passo indietro: di che tipo di arredo stiamo parlando?

Del tipo di arredo per cui la progettazione ha maggiore incidenza, sia in termini di tempo che in termini di profitto: l’arredo su commessa e “speciale” in genere.

 

CAD 2D o 3D - la scelta migliore per arredo su commessa

 

In questi caso, i tecnici (che sono quelli che utilizzano il CAD in prima persona) dovranno ogni volta progettare da capo, partendo da un disegno architettonico.

Da questo dovranno poter realizzare un progetto tecnico, detto anche esecutivo, che serve per rendere operativa la progettazione e estrapolarne le informazioni da mandare alla produzione.

Proprio perché ogni progetto realizzato su misura ha una propria progettazione e una propria ingegnerizzazione, le necessità a livello di CAD per chi lavora in questo settore sono diverse (e più stringenti) rispetto a quelle di chi invece produce arredo “in serie” o “a catalogo”.

Vediamole insieme.

 

CTA_Glossario_di_progettazione_CAD_di_arredamento_su_misura

 

Cos’è (in breve) un CAD

L’acronimo CAD sta per Computer-Aided Design ovvero “disegno tecnico con il supporto del computer”. In pratica, il CAD nasce per trasporre sul computer quello che fino a vent’anni fa si faceva con il tecnigrafo: strumento che permetteva di tracciare linee, polilinee e altre figure geometriche per arrivare alla rappresentazione grafica del manufatto (nel nostro caso l’arredo) che si voleva portare in produzione.

È uno strumento di disegno: quindi permette e in teoria agevola la rappresentazione tecnica dell’arredo, grazie alle funzionalità che lo contraddistinguono, come quote e retinature.

E fino a qui ci siamo: chiunque lavori in un’azienda di progettazione e produzione di arredo ha già avuto a che fare con almeno uno dei tanti CAD di progettazione che ci sono in commercio, perché mano a mano che i tecnigrafi scomparivano, i software CAD diventavano praticamente indispensabili.

Dagli anni ‘90, quando i primi CAD hanno cominciato a farsi strada sul mercato, la tecnologia ha fatto passi da gigante e i software di progettazione assistita si sono molto diversificati: software in 2 e 3 dimensioni, parametrici o a disegno libero, applicativi... scegliere in modo consapevole è diventato davvero più difficile.

Senza tenere conto che spesso le principali innovazioni tecnologiche a livello di software di progettazione, portano delle altrettanto importanti rivoluzioni culturali e di pensiero.

 



Hai bisogno di una "Guida alla scelta del CAD migliore per la tua azienda"?

Scarica subito l'ebook



 

Tutto parte dal CAD 2D

In principio fu il 2D: i primi CAD, in effetti, altro non erano che trasposizioni digitali del tecnigrafo.

2D sta per “2 dimensioni”, la x e la y, la lunghezza e la larghezza: con i primi CAD 2D, dunque, “si tiravano righe”, così come si era sempre fatto. Ora, però, su uno schermo e con mouse. La grande rivoluzione stava nella semplicità di modifica e disegno: per cancellare e correggere una riga, bastava un clic e non c’erano grandi conseguenze.

Con il tempo si sono aggiunte sempre nuove funzionalità, che a tutt’ora servono ad agevolare il lavoro dei progettisti: disegno di entità grafiche elementari (non solo la linea, quindi, ma anche cerchi e archi, ad esempio), funzionalità di quotatura, rintracciamento dei punti notevoli e delle coordinate (come lo snap o l’accudraw) e possibilità di raggruppamenti logici e strutturali degli elementi del disegno (come la suddivisione in layer o livelli a cui vengono attribuiti gli elementi che hanno una stessa caratteristica).

La grande semplicità dei CAD 2D rimane ancora, da un certo verso, la loro grande forza: è in 2D che vengono presentati i primi layout di progetto, attraverso i quali si “organizza” e stabilisce l’arredamento nello spazio. È tramite piante in 2D che, di solito, si svolgono le prime comunicazioni con la committenza e con gli architetti da questa incaricati ed è sempre sulla base del 2D, nella maggior parte dei casi, che il progetto viene approvato. Allo stesso modo sono in 2D anche molte delle tavole tecniche (sezioni, dettagli), che vengono passate alla produzione nel momento di realizzare l’arredo.

 



EsplosoSai che con Progenio generi la documentazione esecutiva direttamente dal progetto 3D?

Scarica gli esempi di documentazione automatica per vederlo con i tuoi occhi>>

 



 

Il CAD 2D è e rimane il più potente strumento di drafting ovvero di “disegno” tecnico. Ma proprio questo è anche il limite del CAD 2D: il disegno, la tavola, rimane un insieme di linee e di testo.

Il disegno 2D che ne risulta non è “intelligente”: non è collegato ad altre tavole e le informazioni che veicola nascono e muoiono all’interno dello stesso file. Questo significa che, se faccio una modifica nella tavola A, dovrò poi ricordarmi di apportare manualmente la stessa modifica anche sulla tavola B, se rappresenta lo stesso elemento di arredo.

Su un progetto di arredo complesso, che può arrivare a contare fino a centinaia di tavole, si tratta di un limite non da poco.

Un limite che il CAD 3D non solo risolve, ma in un certo senso oltrepassa e rivoluziona.

 

CAD 2D o 3D - la pianta di una farmacia Ekofarma-2

Un esempio di pianta in 2D: la farmacia Stornelli interamente realizzata da Ekofarma 

 

Passare al CAD 3D: una rivoluzione che va oltre la geometria

Disegnare in 3D permette di riprodurre al computer, in 3 dimensioni, l’arredo che andremo poi a realizzare.

Sembra un’affermazione semplice: in realtà, la possibilità di disegnare in 3D ha aperto nuove strade e dato nuove opportunità alle aziende di arredo su 3 fronti diversi, ma ugualmente importanti.

 

Presentazione e resa grafica

Non tutti sanno leggere una tavola tecnica, men che meno, spesso, la committenza. In molti casi, però, è da questo che dipende il fatto che la commessa e la realizzazione dell’arredo sia affidata o meno alla vostra azienda.

Per questo avere una rappresentazione grafica in 3D permette di poter presentare anche ad un occhio meno tecnico il progetto e di renderne immediata la comprensione.

In particolare il 3D apre la strada anche a strumenti come il rendering, che permette rappresentazioni fotorealistiche e accattivanti del progetto 3D (come vedete nella foto qui a seguire) o anche delle vere e proprie animazioni.

In un mondo in cui sempre più spesso si parla di realtà aumentata e realtà virtuale, una giusta presentazione dei propri progetti di arredo, soprattutto se si tratta di progetti complessi, parte necessariamente da un progetto 3D.

 

CAD 2D o 3D - esempio di Render

Un esempio di rendering realizzato dallo studio RendArk con CAD MicroStation

 

Agilità tecnica e verifica degli errori di progettazione

Avere un riscontro visivo non serve solo alla committenza: per gli stessi tecnici è il modo più semplice e diretto per verificare che non ci siano errori.

Fra gli errori più comuni che possono derivare da una progettazione esclusivamente in 2D, ad esempio, ci sono le interferenze fra le parti: arredi che si sovrappongono, ante e cassetti che non si aprono…

Riuscire a prevedere ogni tipo di relazione fra i vari elementi di arredo solamente da una tavola in 2D, soprattutto per progetti complessi, è praticamente impossibile.

Un altro vantaggio, inoltre, è sicuramente il taglio dei tempi di modifica: lavorando su una rappresentazione in 3D, infatti, il progetto di un elemento o dell’intero arredo è in un unico file. Questo significa che, se modifico un componente (un fianco, ad esempio), contemporaneamente modificherò anche gli altri componenti attigui (il cielo e i ripiani, ad esempio).

Si elimina dunque quello che, per chi utilizza un CAD 2D, è il più grande rischio di errore e la più grande causa di perdite di tempo: non ci sono tante tavole separate da ricordarsi di aggiornare, ma un solo file di progetto, tridimensionale.

Anche le sezioni e le viste dello stesso arredo saranno aggiornate allo stato dell’arte e verranno ricavate direttamente dallo stesso 3D.

Come ci è già capitato di dire, quando parliamo di arredamento su commessa, la progettazione incide su circa il 75% dell’intero flusso produttivo: un’enormità!

In questo senso, investire in un CAD 3D, significa decisamente investire sulla capacità dell’azienda di portare profitto: la rappresentazione in 3 dimensioni riduce naturalmente gli errori dei progettisti, ne riduce i tempi macchinosi passati a realizzare “manualmente” le tavole tecniche e migliora la qualità del lavoro finale.

 

CTA_richiedi_demo_Progenio_MicroStaiton

 

La gestione della commessa e dei dati

La geometria in 3D, da sola, non risolve però tutte le criticità che pone la progettazione di arredo su misura: in particolare quello della comunicazione fra i diversi reparti aziendali.

La progettazione in sé, infatti, assume un ruolo così importante nel flusso produttivo non solo perché permette la rappresentazione tecnica dell’arredo, ma anche perché da questa si è in grado di estrapolare i dati fondamentali a tutto il flusso produttivo: quelli necessari a calcolare precisamente i costi (per aggiornare il preventivo), quelli da comunicare agli eventuali fornitori esterni, quelli necessari per mandare l’arredo in produzione (come liste e distinte, ma anche codifica interna).

È da questo presupposto che si evolvono i CAD 3D e si muovono verso una direzione che ha a che fare non solo con la progettazione in senso stretto, ma anche e soprattutto con la gestione della commessa e dei dati del flusso produttivo (in un’ottica quasi BIM, anche se questo è un concetto di cui sentiamo più parlare in architettura!).

Tutti i dati sono impliciti nel CAD 3D: ciò che fa un applicativo di gestione della commessa è rendere “intelligenti” questi dati e combinarli automaticamente secondo le modalità necessarie.

Compilando in modo automatico liste e distinte di materiali, lavorazioni e elementi, generando una codifica che rileva i pezzi uguali fra loro e ne facilita la produzione, arrivando a generare tavole di esploso con pallinatura che possono facilitare sia il montaggio che la logistica.

Da non dimenticare che una corretta organizzazione dei dati di progetto va a formare uno storico sempre disponibile e indispensabile per gestire le successive richieste di manutenzione dell’arredo.

Queste funzionalità, direttamente legate all’utilizzo di un CAD tridimensionale e che riguardano un aspetto più gestionale e organizzativo del flusso produttivo, sono in realtà un grandissimo supporto anche allo stesso ufficio tecnico e di ingegnerizzazione.

Il tecnico, infatti, viene liberato dal “peso” della gestione del dato e quindi dalla compilazione manuale di documenti che possono essere anche molto lunghi e complessi (e ad altissimo rischio d’errore); se è il sistema a occuparsi della compilazione, il progettista viene “restituito” al suo vero lavoro e alla sua vera competenza: la progettazione.

 

CAD 2D o 3D - entrambi

Tavola tecnica di seduta curva realizzata da Dal Pos
per la reception di Augeo Art Space: qui 2D e 3D sono riuniti!

 

Allora CAD 2D o 3D: qual è la soluzione migliore per l’arredo su commessa?

Sia che tu produca grandi commesse contract, sia che tu faccia singoli componenti d’arredo fuori misura, progettare in 3D ti dà sicuramente una forza competitiva: ti garantisce il taglio dei tempi di progettazione e di modifica, riduce l’incidenza di errori di progettazione e ti dà la possibilità di ottimizzare la gestione dell’intera commessa a 360°.

La progettazione in 3D, con i giusti applicativi di gestione della commessa e dei dati, è ormai praticamente indispensabile per mantenere il proprio posto in un mercato continuamente in movimento, come quello dell’arredo su misura.

Questo significa che devi completamente abbandonare la progettazione 2D? No di certo.

Come abbiamo visto la progettazione in 2D ha i suoi vantaggi e i suoi scopi: è praticamente quasi sempre necessario partire da un 2D, almeno per i primi layout di massima e i primi confronti con la committenza. Si rischierebbe, altrimenti, di perdere ore nella realizzazione di progetti dettagliati che non vengono poi approvati o che vengono stravolti già in prima battuta: il 2D è ancora alla base del 3D e non è completamente eliminabile.

Allora CAD 2D o 3D? La risposta è: entrambi.

Questo non significa necessariamente che dovrete ricorrere a due diverse piattaforme CAD, rischiando oltretutto di perdere tempo e dati nei processi di import-export: ci sono CAD 3D e applicativi che integrano il 2D e che quindi vi permettono di utilizzare entrambe le modalità di disegno.

È molto importante verificarlo, nel momento in cui deciderete di passare a una piattaforma 3D o di cambiare il vostro CAD di progettazione, così come è importante verificare la compatibilità con i formati CAD in cui ricevete i file della committenza.

Tenete sempre a mente che lo strumento CAD più adatto alla vostra azienda non deve bloccare o limitare le possibilità di progettazione del vostro ufficio tecnico, ma ampliarle e facilitarle.

 

New call-to-action

Topics: Consigli, CAD, Progettazione, Ingegnerizzazione, Blog

Scritto da Sara Balleroni

Ciò che mi entusiasma nel settore dell’arredo contract è che ogni azienda che incontro ha qualcosa di diverso da raccontare e un progetto speciale da realizzare. Il mio obiettivo? Raccontare questa complessità e i modi di gestirla puntando alla massima efficienza.